Due grandi temi dominano il nostro tempo: l’intelligenza artificiale (AI) e la sostenibilità ambientale. Da un lato, gli esseri umani continuano a esplorare le potenzialità della tecnologia, cercando di creare un’intelligenza artificiale sempre più avanzata capace, secondo alcuni, di eguagliare e persino superare quella umana. Dall’altro, cresce la consapevolezza dei rischi legati a modelli di sviluppo economico incontrollati: lo sfruttamento eccessivo delle risorse, l’impatto ambientale e la corsa ai vantaggi immediati che minacciano l’equilibrio del pianeta.

Mentre insegniamo alle macchine come imitare la nostra capacità di pensare, rischiamo di dimenticare la responsabilità di proteggere il pianeta in cui viviamo. L’AI è uno dei simboli di questa contraddizione. È un’innovazione straordinaria, potenzialmente in grado di rivoluzionare e migliorare molti aspetti della nostra vita e della nostra società, ivi inclusa la riduzione del nostro impatto sull’ambiente. Al contempo, però, l’AI richiede grandi quantità di energia e risorse per funzionare, contribuendo a uno dei problemi che si propone di risolvere (van Wynsberghe, 2021).

Una delle sfide più importanti del nostro tempo è quella di coniugare progresso tecnologico e sostenibilità: l’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nella ricerca di questo equilibrio. L’utilizzo consapevole dell’AI rappresenta uno dei principali strumenti per facilitare la costruzione di un sistema uomo-ambiente intelligente, dove i dati e gli algoritmi supportano gli esseri umani a prendere decisioni più informate, promuovono l’efficienza delle risorse, riducono gli sprechi e favoriscono modelli produttivi sostenibili (Martini, B., Bellisario, D., & Coletti, P., 2024). Come ogni risorsa, anche l’AI va impiegata con criterio, in funzione delle necessità e degli obiettivi da raggiungere. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, sostiene un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, che prevede il raggiungimento di 17 obiettivi di sostenibilità comuni. Il raggiungimento di tali obiettivi, ambientali e sociali, stimola l’innovazione e la competizione economica al fine di conciliare crescita e sostenibilità, generando valore condiviso.

L’approccio che adottiamo in Miningful, e di cui ci facciamo promotori, si fonda sulla nostra vision: l’intelligenza artificiale non è soltanto un potente strumento tecnologico, ma un alleato strategico della  sostenibilità ambientale. Pensiamo, ad esempio, alla questione energetica legata allo storage e all’elaborazione dei dati. Il consumo di elettricità legato all’attività dei data center rappresenta, ormai, un’importante fetta dei consumi energetici di ogni paese, arrivando a rappresentare il 18% in Paesi come l’Irlanda, sede di alcune delle più importanti aziende Big Tech, dove il consumo di energia è quadruplicato dal 2015 al 2025 (https://www.wired.it/article/data-center-mondo-consumi/). Un rapporto dell’International Energy Agency ha evidenziato come il consumo di energia dei data center fosse, nel 2024,  l’ 1.5% a livello mondiale. Una parte importante di questo consumo è dovuto a USA (45%), Cina (25%) ed Europa (15%) (https://www.iea.org/reports/energy-and-ai/executive-summary). Si prevede che il consumo di energia legato ai data center possa più che raddoppiare entro il 2030.

Gli algoritmi che il team di Miningful sviluppa quotidianamente, estraggono ripetutamente, nel tempo, informazioni preziose dai dati già disponibili, senza necessità di ulteriori raccolte, test o produzioni materiali. Questo processo trasforma i dati in un vero e proprio patrimonio rinnovabile: con nuove analisi, visualizzazioni e interpretazioni, diventano il motore di nuova e sempre più profonda conoscenza, a basso costo ambientale. Questa vision si traduce in applicazioni concrete, dove l’AI diventa uno strumento di efficienza e sostenibilità.

La manutenzione predittiva, l’ottimizzazione dei processi produttivi e logistici derivanti dall’impiego di tecnologie AI, quali sistemi predittivi e di monitoraggio, comportano una sensibile riduzione delle emissioni di CO₂, ad esempio. La classificazione e la predizione degli scarti, realizzata sviluppando applicando modelli predittivi che anticipano difetti, sprechi o inefficienze lungo le catene produttive, riducono i consumi di risorse e conferiscono all’azienda un vantaggio competitivo unendo la riduzione dei costi ad una reputazione più sostenibile.

Tematiche legate alla ricerca, sebbene in ambito totalmente diverso, sono altrettanto legate a temi di sostenibilità. Miningful è partner del progetto di ricerca europeo AUTOMATA – AUTOMated enriched digitisation of Archaeological liThics and cerAmics (https://automata-eccch.eu/), che mira a rivoluzionare la digitalizzazione dei reperti archeologici, creando modelli 3D arricchiti da dati archeometrici. Una tecnologia accessibile e veloce che rende la valorizzazione del patrimonio culturale più efficiente, sostenibile e alla portata di tutti. Milioni di reperti archeologici sono conservati (e preservati) in magazzini appositamente adibiti allo scopo, portando la questione della sostenibilità a un nuovo livello: si tratta di energia, tempo e risorse necessarie per conservare, curare e catalogare i reperti. Per molti di questi manca il tempo di condurre analisi di qualsiasi tipo, per cui rischiano di rimanere archiviati “a tempo indeterminato”. Grazie all’uso combinato di robotica, sensoristica avanzata e AI, che manipola automaticamente tool come xRF, Raman, Hyperspectral imaging e modelli 3D di oggetti archeologici, è possibile ottenere una digitalizzazione aumentata dei reperti. Questo processo restituisce alla comunità  frammenti e oggetti digitalizzati  che possono essere studiati sia con metodi tradizionali che con approcci algoritmici, annullando l’archiviazione “a tempo indeterminato”.

È fondamentale riconoscere il grande valore aggiunto, legato alla sostenibilità, che un uso dell’AI  responsabile e rigoroso può generare. Questo valore aggiunto si somma al valore intrinseco dell’applicazione AI stessa, portando chi sceglie un approccio consapevole a sviluppare applicazioni che non solo ottimizzano i loro processi, ma  garantiscono anche sostenibilità futura in termini di lavoro, energia, tempo e  risorse.

L’intelligenza artificiale può supportare lo sviluppo di modelli produttivi più efficienti, ridurre sprechi, ottimizzare risorse e generare nuova conoscenza a basso impatto ambientale. Ma, perché questo accada, è necessario un cambio di prospettiva: progettare l’AI non solo in funzione delle prestazioni, ma degli effetti che produce nel tempo. Scegliere un approccio responsabile oggi significa costruire competitività e sostenibilità domani. È questa la direzione in cui crediamo e che, ogni giorno, traduciamo in soluzioni concrete.

Referenze:

van Wynsberghe, A. Sustainable AI: AI for sustainability and the sustainability of AI. AI Ethics 1, 213–218 (2021). https://doi.org/10.1007/s43681-021-00043-6

Martini, B., Bellisario, D., & Coletti, P. (2024). Human-Centered and Sustainable Artificial Intelligence in Industry 5.0: Challenges and Perspectives. Sustainability, 16(13), 5448. https://doi.org/10.3390/su16135448